Compostaggio ad Osteria Nuova / Cesano: perché protestiamo?

Ieri sera, 23 ottobre 2018, si sarebbe dovuto svolgere il primo incontro del processo partecipato previsto dalla procedura VIA per l’approvazione del progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio nei pressi di Osteria Nuova / Cesano.

Suddetto incontro non si è svolto perché tutti noi, cittadini, associazioni e comitati per il NO all’impianto, abbiamo deciso di far pervenire al committente della “assolutamente tardiva concertazione”, le ragioni della nostra contrarietà. Contrarietà che non è velleitaria, ancor meno cieca, bensì fondata su motivazioni circostanziate che abbiamo più e più volte formalmente esposto negli incontri avuti da febbraio ad oggi.

Ci si chiede oggi, dopo mesi e mesi di incontri, persino audizioni in Commissione Ambiente alla Regione Lazio, di avviare un percorso partecipato che dovrebbe essere alla base della progettazione iniziale e non finalizzato alla organizzazione del taglio del nastro.

Questa è una mancanza di rispetto, una prevaricazione di tutti coloro che sinora si sono impegnati per il bene comune a documentare i motivi del NO all’impianto.

Per queste ragioni, per non essere noi stessi a riabilitare e completare il percorso partecipato che la legge prevede nell’ambito della procedura VIA, abbiamo concordato un documento (vedi link: pagina 1, pagina 2) che è stato illustrato ai presenti all’incontro di ieri sera e di cui ne è stato chiesto l’inserimento tra gli atti/documenti da recapitare al destinatario committente (Comune di Roma e AMA).

I comitati di quartiere e le associazioni firmatarie del documento, già firmatarie delle numerose note inviate ai vari organi preposti nonché delle osservazioni alla VIA inviate alla Regione Lazio, auspicano che tutto ciò induca l’organo competente (Comune di Roma) a riconsiderare il posizionamento del suddetto impianto optando per una diversa collocazione che sia più facilmente raggiungibile (in aree dotate di vie di comunicazione principali idonee al flusso veicolare che inevitabilmente aumenterà) e che non sia una zona già fortemente penalizzata da numerosi altri servizi per la collettività come lo è la zona attualmente ipotizzata.

Diversamente, tutti noi continueremo la nostra protesta con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione.

Associazione Progetto Comune

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