Migranti, numeri, miti e verità

Capita sempre più spesso di leggere affermazioni trancianti sul fenomeno dell’immigrazione. In particolare ultimamente, successivamente al comunicato a firma della Vice Sindaca di Anguillara, Sig.ra Sara Galea [link], nel quale veniva fornita informazione alla cittadinanza della decisione assunta dalla Giunta grillina di ospitare “max 18-20 minori non accompagnati” per “scongiurare” l’apertura di un CAS da parte di soggetti privati.

Non entriamo volutamente nel merito della “unica azione possibile” dichiarata dall’Amministrazione grillina per motivare la decisione assunta, ci limitiamo a definire sconsiderate ed inopportune le parole contenute nel comunicato e lasciamo ai cittadini – quelli dotati di senso critico e umanità – la libertà di giudicarle. Al contempo richiamiamo l’attenzione dei nostri concittadini al contenuto del comunicato con il quale, nel febbraio scorso, prevedemmo tutto ciò: link.

Vogliamo, però, dapprima smentire l’Amministrazione circa la strategicità di una simile azione: non è affatto vero che agendo così, oggi, il Prefetto sarà impossibilitato ad autorizzare l’apertura di un CAS da parte dei privati! Se un privato procederà alla richiesta di apertura di un CAS presso una struttura privata, il Prefetto, previa verifica dei requisiti della struttura stessa, avrà assoluta libertà di autorizzarla, “senza se e senza ma”.

Chiarito ciò, passiamo all’oggetto che maggiormente ci interessa: fornire dei dati che possano meglio inquadrare il fenomeno dell’immigrazione e magari, chissà, consentire l’avvio di un confronto tra chi è pro e chi è contro questo fenomeno sulla base di dati certi e non su fantasiose informazioni che, sempre più spesso, sono create ad arte da chi fonda il proprio credo politico sulla lotta al “nemico immigrato”.

Per cercare di fornire informazioni che siano più chiare possibile, abbiamo provveduto a raccogliere i dati in grafici, che sono la forma più immediata per rappresentarli. I dati riportati nel seguito provengono da: Ministero degli Interni, UNHCR, OIM, Commissione europea, SPRAR, Open Migration, Fondazione Moressa.

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Ma attenzione, il dato concernente gli “sbarchi” non rappresenta il totale dei “migranti” giunti sulle terre dell’Unione Europea, manca, difatti, il totale dei migranti soccorsi in mare (dato non ancora disponibile per il 2017) che, nel 2016 (dato consolidato) fu di circa 180 mila.

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Nota: si noti il totale dei soccorsi in mare eseguiti dalle ONG.

Il 2016 è stato l’anno del record di minori soli nonché di quelli scomparsi: ne sono arrivati più del doppio dell’anno precedente, risultano “scomparsi” circa 6500 (fonte: Ministero Politiche Sociali). Il sistema Sprar, per quanto in crescita, non ha la capacità per accoglierli tutti in modo adeguato: circa 3000 sono stati accolti nello Sprar (1000 in più del 2015).

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I minori sono inseriti nello Sprar soprattutto presso le Regioni del Sud – in Sicilia sono quasi 900, più di 200 sia in Calabria che in Puglia – al Nord spicca l’accoglienza dell’Emilia Romagna, con circa 430 ospiti.

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Qual’è, quindi, il totale degli arrivi in Europa “via mare” del 2016?

Nell’anno 2016 sono sbarcati in Unione Europea, via mare, 355.728 migranti. La maggior parte di questi, circa il 50% in Italia, il 47% in Grecia, il resto in Spagna.

Di questi il 57% erano uomini, il 17% donne e il 26% bambini.

Il sistema di accoglienza italiano

Al 31 agosto 2017 sono 196.285 le persone incluse nel sistema di accoglienza nazionale.

I titolari di protezione internazionale (rifugiati e protezione sussidiaria) alla stessa data sono 74.853.

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I comuni che accolgono migranti o richiedenti asilo sono 3.153 (meno del 50 per cento del totale dei comuni italiani).

A dicembre 2016 l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) aveva raggiunto un’intesa con il Ministero dell’Interno perché i Comuni fino a 2000 abitanti accogliessero 6 richiedenti asilo ciascuno, mentre quelli oltre i 2000 abitanti ne prendessero in carico 3,5 ogni 1000 abitanti.

Se pienamente applicato, il piano permetterebbe di offrire prima e seconda accoglienza a circa 200.000 persone.

Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

A luglio 2017 il sistema di protezione richiedenti asili e rifugiati, presentava la seguente situazione:

  • 768 progetti
  • oltre 1100 comuni coinvolti
  • 313 posti finanziati
  • circa 31.500 migranti accolti

Nota: si evidenza che il numero dei progetti, dei posti finanziati e dei comuni è in via di incremento.

Con un opportuno Decreto, il 29 maggio 2017 sono stati ammessi a finanziamento 99 progetti per complessivi 2871 posti relativi a richieste presentate da 96 Comuni. Con lo stesso Decreto sono stati concessi contributi aggiuntivi a 14 Enti autorizzati all’ampliamento della capacità di accoglienza per ulteriori 1908 posti.

Con un ulteriore Decreto del 30 giugno 2017 sono stati finanziati progetti presentati da 34 Enti locali. Il finanziamento concesso consentirà l’attivazione di 830 nuovi posti, 380 dei quali in favore di minori stranieri non accompagnati e 30 destinati a soggetti rientranti nella categoria del disagio sanitario.

In sostanza con questi dati si conferma che la “rete SPRAR” dovrebbe a breve essere in grado di garantire circa 31.600 posti in 1270 comuni.

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Al 31 dicembre 2016 risultavano:

  • 652 progetti SPRAR attivi
  • 1000 comuni interessati
  • 99 province e 19 regioni coinvolte
  • 039 migranti beneficiari
  • 000 posti disponibili.

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Domande di asilo

Al 31 agosto 2017 le domande di asilo risultano essere:

  • presentate: 108.870
  • esaminate (indipendentemente da data di presentazione): 58.501
  • esiti:
    • 60% dinieghi;
    • 27%: concessione di permessi umanitari;
    • 7% status di rifugiato;
    • 6% protezione sussidiaria.

Nel 2016, le domande di asilo presentate furono 123.600, di cui 11.656 presentate da minori. Principali nazionalità dei richiedenti asilo, Nigeria (25%), Pakistan (11%), Gambia (7,2%), Senegal (6,2%), Eritrea (6%).

Migranti, PIL e pensioni

I dati ci dicono che il 78% degli stranieri ha tra i 15 ed i 64 anni con una notevole componente giovane – quindi una potenziale forza lavoro.  L’occupazione della  popolazione immigrata  è in parte dovuta alla normativa che vincola il permesso di soggiorno alla condizione lavorativa. Negli ultimi 7 anni, i tassi di occupazione degli stranieri hanno oscillato tra il 64% e il 59%.

Nella maggior parte dei casi (il 66%), gli stranieri svolgono lavori a basso livello di specializzazione ed a bassa retribuzione. Sono principalmente dipendenti (87,5%) e trovano impiego soprattutto nei servizi – come collaboratori domestici, fornitori di assistenza e cura domiciliare, addetti alla ristorazione ed alle pulizie, operatori ecologici – oppure come operai, ausiliari di magazzino, braccianti agricoli ed artigiani edili.

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Nota: le cifre nel grafico sono espresse in migliaia, quindi il valore della prima colonna a sinistra di colore celeste, pari a 1790, sta a significare 1.700.000 lavoratori stranieri, conseguentemente il valore 520 della adiacente colonna rossa, rappresentante il numero di pensioni finanziate con i contributi dei lavoratori stranieri, sta a significare 520.000.

Inoltre, gli immigrati, rappresentano un contributo indispensabile e irrinunciabile per un paese in continuo invecchiamento come l’Italia, tanto da un punto di vista demografico quanto economico. Gli immigrati, numeri alla mano, contribuiscono in maniera significativa all’economia del nostro paese e al mantenimento degli equilibri economici del nostro sistema pensionistico.

Conclusioni

Tutti i dati raccolti, analizzati e sintetizzati graficamente ci dicono che:

  • non siamo in pericolo invasione: il flusso di migranti appare in diminuzione e distribuito sul territorio;
  • siamo dinanzi ad un problema umano ed umanitario: non c’è bisogno di pensare alla storia dei nostri migranti per capire che aiutare è un obbligo morale;
  • esiste un rilevante aspetto socio-economico: il lavoro regolare degli immigrati, oltre a fornire servizi, contribuisce al pagamento delle retribuzioni pensionistiche, laddove non sono più sufficienti i contributi dei lavoratori stessi forniti nel corso della loro attività.

Con questo non stiamo negando le difficoltà della condizione lavorativa del nostro paese, ma stiamo solo analizzando una problematica specifica, troppo spesso strumentalizzata, facendo leva sulle difficoltà oggettive degli italiani e sul qualunquismo dilagante.

Associazione Progetto Comune

 

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Comitati di Quartiere: uno strumento inviso all’Amministrazione pentastellata

La partecipazione, la trasparenza e il confronto con i cittadini erano i dogmi degli attivisti del Movimento 5 Stelle che, per questi motivi, ha raccolto i consensi elettorali che gli hanno permesso di salire in Comune. Dopo neanche un anno, giorno dopo giorno, pur di difendere la poltrona, rinnegano questi principi di cui, peraltro, si vantavano di essere i soli rappresentanti.

Si è svolta sabato scorso, 24 giugno 2017, presso l’Oratorio di Viale Reginaldo Belloni (come mai non si è concesso l’uso di uno spazio comunale?), la riunione indetta dai tre Comitati di Quartiere del Centro Storico, Residenza Claudia – Poggio dei Pini e Ponton dell’Elce – Colle Sabazio –  Albucceto.

Durante la riunione, sono state elencate le attività svolte nel biennio 2015-2017 riassunte nel volantino di due pagine riportato nelle immagini sottostanti (ci scusiamo per la scarsa qualità delle foto).

Motivo dell’incontro, sottolineare che i Comitati sono l’unico organo di quartiere legalmente riconosciuto e che questi operano all’interno di ben definiti recinti normativi, contrariamente – invece – per quanto accade con altre realtà associative presenti sul territorio.

La funzione dei Comitati, è coadiuvare l’amministrazione nella gestione del territorio, fungere da cuscinetto tra il Comune e i cittadini, operare un primo controllo da vicino del territorio e rapportarsi con l’Amministrazione nei casi di necessità.

Nel regolamento attualmente vigente, i Comitati possono anche raccogliere idee dal territorio per poterle poi presentare al Comune che ne valuta la possibile realizzazione fornendo, nel caso di diniego, motivazioni di pertinenza.

Per questo motivo i Comitati, tutti indistintamente, hanno lamentato lo scarso coinvolgimento nei processi decisionali dell’Amministrazione che dovrebbe rapportarsi con essi prima di qualsiasi intervento sul territorio.

I Presidenti dei Comitati informano, poi, le circa 70 persone presenti, che essi sono stati regolarmente eletti ed è proprio questo suffragio, che consente loro di esigere una maggiore considerazione da parte del Comune nei processi decisionali che riguardano il territorio di competenza.

Viene, quindi, fatto notare che i Comitati si sono sempre proposti all’Amministrazione in maniera positiva e mai impositiva. A fine marzo 2017, i tre Comitati hanno inviato una lettera alla Sindaca, prima cittadina nonché delegata ai quartieri, nella quale si chiedevano spiegazioni per lo scarso coinvolgimento e le scarse informazioni circa le attività, che sono state poste in essere, come per esempio, in occasione della Variante del PRG, la gestione delle spiagge, l’approvazione del bilancio di previsione. Nella nota, informano i Presidenti, è stato anche chiesto semmai vi fossero state attività o atteggiamenti, posti in essere dai Comitati, che potessero motivare un simile comportamento nei loro confronti.

In risposta a tale lettera, la Sindaca ha proceduto alla convocazione di un incontro con i soli tre Presidenti dei Comitati di Quartiere (che si ribadisce, sono democraticamente eletti dai cittadini, proprio come la Sindaca), svoltosi martedì 20 giugno, i quali hanno partecipato convinti di poter affrontare e superare le difficoltà sinora avute. Da notare uno dei passaggi del racconto dei Presidenti laddove informano che “ci siamo trovati davanti in numero elevato di Amministratori a differenza nostra a cui era stato espressamente chiesto di venire soli, quindi ci sono stati momenti in cui ci siamo sentiti quasi soffocati”.

In suddetto incontro, i Presidenti sono stati informati del fatto che l’Amministrazione non “gradisce il comportamento dei Comitati e ritengono fuori luogo che vengano esposte pubblicamente alcune delle attività in programma”. Non concordando con questo comportamento, i tre Presidenti hanno ritenuto opportuno, quindi, procedere al chiarimento e raccontare come si sono svolti i fatti: per questo noi li ringraziamo.

Viene poi raccontata, da parte del Presidente del Centro Storico, la trafila da questi seguita per assicurarsi che, la data dell’incontro odierno, fosse libera da impegni da parte della Sindaca. Il Presidente Boano racconta che, per assicurarsi della corretta comunicazione, ha personalmente provveduto a recarsi in Comune e chiesto alla segretaria della Sindaca, una data in cui quest’ultima fosse libera da impegni. Non ottenendo alcuna risposta, sette giorni dopo il Dott. Boano, si è nuovamente recato in Comune per sollecitarla. Trascorrono altri giorni senza ottenere risposta. Il Presidente del Centro Storico racconta che, dovendo necessariamente stabilire una data, ha provveduto a controllare sul calendario degli eventi in programma, quale data risultasse libera da manifestazioni.

Viene individuato il 17 giugno e viene inoltrata richiesta per l’utilizzo della Stazione del Cinema (ex Consorzio Agrario), unica struttura idonea per simili eventi. Richiesta che, seppur inviata tramite protocollo, non ha ottenuto alcuna risposta da parte dell’Amministrazione, richiesta che viene però rigettata verbalmente.

Salta quindi la data del 17 giugno. A questo punto i tre Presidenti optano per la data del 24 giugno e scrivono al Comune, informando l’Amministrazione sulla data dell’incontro ed invitano l’Amministrazione a partecipare.

Anche su questa lettera cala il silenzio e nessuna risposta viene data ai tre Presidenti dei Comitati di Quartiere.

Ricapitolando: per garantire la partecipazione dell’Amministrazione, i Presidenti hanno spostato più volte la data dell’incontro e chiesto un luogo comunale che, però, è stato loro negato. Ad ulteriore conferma di questo “ostruzionismo istituzionale”, che tutti in assemblea hanno ritenuto deplorevole, la decisione dell’Amministrazione di non partecipare con nessun rappresentante all’incontro, a causa “dei troppi impegni” e da altre “questioni più importanti”.

I Presidenti hanno poi voluto esplicitare che tutto quanto da essi riferito è documentabile da lettere e numeri di protocollo, strumento quest’ultimo evidentemente non tenuto in considerazione dall’Amministrazione.

La riunione di sabato prosegue e i presenti vengono informati che, durante l’incontro con i Presidenti, la Sindaca avrebbe evidenziato che il Regolamento dei Comitati di Quartiere è contrario al TUEL e che, quindi, l’Amministrazione sta procedendo alla redazione di un nuovo regolamento. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni che il tutto sarebbe stato approvato entro fine gennaio, il nuovo regolamento non è ancora pronto.

I Presidenti dei Comitati, continuando ad esporre i fatti, informano di aver chiesto all’Amministrazione per quale motivo questi non sono stati informati delle decisioni riguardanti la Variante al PRG. La risposta dell’Amministrazione pentastellata è stata “è una materia fuori dalla responsabilità dei CdQ”.

Ricordiamo al lettore che stiamo parlando di coloro che, prima delle elezioni davano lezioni di trasparenza e partecipazione ….

E’ stato poi raccontato che i Presidenti dei Comitati hanno inutilmente inviato all’Amministrazione comunale proposte inerenti la sicurezza del territorio, il decoro, le attività culturali e di rilancio economico, la gestione delle spiagge e di P.zza del Molo, il problema del passaggio a livello, l’acqua, le cave, e molte altre, ma la risposta dell’Amministrazione è sempre identica: il silenzio!

Viene poi fornita informazione, circa la prossima risoluzione della messa in sicurezza dell’ingresso della scuola della Stazione. Problema che più volte era stato segnalato dal CdQ n. 5.

Nel merito del recente abbattimento di 23 pini storici in Via della Residenza Claudia, la Presidente del Quartiere n. 5 informa di aver più volte sollecitato l’Amministrazione alla risoluzione del grave dissesto della sede stradale ma di non avere mai richiesto l’abbattimento di pini.

In merito ai lavori di sistemazione di Via della Residenza Claudia, vi invitiamo a leggere la nostra ricostruzione dei fatti: LINK.

Boano informa, poi, di aver più e più volte scritto all’Amministrazione per avere chiarimenti in merito al centro anziani del centro storico: diverso argomento, stessa sorte, ossia nessuna risposta.

Il Consigliere di minoranza Silvio Bianchini, invitato a prendere la parola, informa che c’è stata una rescissione del contratto di locazione in maniera unilaterale, senza informare – quindi – tutte le parti coinvolte e che, secondo lui, questo porterà a inevitabili ricorsi.

Bianchini, cosi come il Consigliere Antonio Pizzigallo, informano di aver contestato le modifiche apportate al Regolamento sui Comitati di Quartiere e di averne chiesta copia per poterla valutare alla Commissione Statuto e Regolamenti (ricordiamo che questa ha come fine quello di mettere maggioranza e minoranza intorno ad un tavolo per poter discutere e giungere ad un compromesso in quanto, i regolamenti sono disposizioni permanenti e dovrebbero, quindi, recepire le diverse sensibilità delle diverse forze politiche).

I Presidenti dei CdQ informano della prossima scadenza degli stessi che, come da Regolamento, avverrà a ottobre 2017, due anni dopo la loro costituzione. Se il “nuovo regolamento” non verrà approvato prima e prevedrà eventuali traslazioni temporali, la decadenza dei tre Comitati è quindi prossima.

Ma cosa succederebbe se dovessimo arrivare ad ottobre senza il “nuovo regolamento”? Succederebbe che si dovrà, di nuovo, votare per eleggere i nuovi Comitati di Quartiere sulla base del precedente Regolamento. Non ci sarebbe nulla di grave se non fosse che, nel regolamento attualmente vigente, il quorum di votanti per rendere valida l’elezione è fissato al 20%. E questa cosa è per alcuni quartieri quasi impensabile. Insomma, semplicemente senza fare nulla, l’Amministrazione Anselmo si libererebbe dell’unico strumento di partecipazione cittadina.

Una cittadina in sala, propone ai Presidenti di procedere, qualora ce ne fosse bisogno, ad una formale denuncia. I Presidenti replicano, affermando che non è nelle loro intenzioni arrivare ad uno scontro con la Giunta, bensì cercare una apertura, che possa concludersi con un dialogo costruttivo e rispettoso dei diversi ruoli. Nonostante questa volontà, se l’Amministrazione non dovesse rispondere alle domande che i cittadini fanno tramite i Comitati di Quartiere, non si possono certo escludere altre vie.

In chiusura, la Presidente del CdQ n. 5, torna sull’argomento “Via della Residenza Claudia” ed informa che è intenzione dell’Amministrazione far rientrare i lavori sulla via sotto la soglia di legge per gli affidamenti diretti (40 mila euro), così da non dover necessariamente passare per una gara d’appalto. Al contempo informa che l’Amministrazione vorrebbe coinvolgere il CdQ n. 5, nella scelta delle essenze arboree che sostituiranno i 23 pini secolari abbattuti.

L’Associazione Progetto Comune, che ha realizzato il presente resoconto e che lo pubblica affinché tutti possano sapere come sono andate le cose, ritiene che le essenze debbano essere scelte da un professionista nell’ambito della progettazione dell’intera risistemazione della strada, non potendo essere stabilite in maniera avulsa dalla stessa e senza le dovute conoscenze alla base di una progettazione del verde. Questo affinché, il risultato finale, almeno non vanifichi il sacrificio dei 23 pini storici. Al limite il CdQ n. 5 potrebbe essere chiamato ad esprimesrsi nell’ambito di una selezione di essenze arboree, già individuata dal progettista.

In merito alla vicenda “abbattimento di 23 pini storici”, tutti noi, membri di Progetto Comune, invitiamo i cittadini a porre attenzione su quanto è accaduto e ad un controllo sulla realizzazione dei lavori promessi, nonché sugli importi e gli affidamenti. Questo per evitare che oltre al danno (23 pini abbattuti) segua la beffa. Ricordiamo che è previsto uno scasso di 40 cm fino alla base dei pini – quindi marciapiedi – ed il rifacimento dei sotto-servizi nonché la ripiantumazione di essenze arboree idonee al contesto.

La Presidente del Quartiere n. 5, chiude il suo intervento informando che, alla richiesta di installare delle bacheche per affiggere le comunicazioni del Comitato di Quartiere, la risposta dell’Amministrazione è stata “non è compito dell’Amministrazione” e che, conseguentemente, ci ha pensato il Comitato ad installarne una a proprie spese.

L’incontro termina con l’invito dei Presidenti, al quale noi ci associamo, ad una maggiore partecipazione dei cittadini, anche in vista delle possibili votazioni dei Comitati di Quartiere, salvo novità che – comunque – non parrebbero esserci all’orizzonte.

Conclusione: l’atteggiamento dell’Amministrazione penstastellata, nata sulla base di una speranza – oggi vana – di cambiamento, di novità, di apertura, di trasparenza, di partecipazione, risulta di difficile comprensione e accettazione. Come sono difficilmente accettabili i comportamenti e le risposte date online ai cittadini, da qualche Amministratore che, spesso, si esprime in modo scomposto, talvolta provocatorio, talvolta offensivo. I Comitati di Quartiere, che dovrebbero essere la culla dove far crescere la partecipazione dei cittadini, sono invece invisi dall’Amministrazione, perché non si piegano in maniera acritica alla sua volontà, perché la pungolano, laddove essa latita (e latita parecchio), perché i Consiglieri di Quartiere – che, ricordiamo, sono democraticamente eletti – chiedono di essere considerati alla pari degli attuali Consiglieri comunali di maggioranza i quali, in alcuni casi, hanno persino avuto meno preferenze di quelle ottenute dai Presidenti stessi …. e questo, dovrebbe far riflettere l’Amministrazione comunale, sulla rappresentatività dei Comitati.

Resoconto a cura di
Associazione Progetto Comune

 

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