Oggi è l’Overshoot Day!

Abbiamo “guadagnato” 3 settimane, ma non basta! Stiamo continuando a consumare futuro!

Abstract: la domanda di risorse da parte dell’uomo, cioè quello di cui ha bisogno per vivere supera ormai la capacità del Pianeta di rigenerare quelle risorse stesse. Per capire il concetto dell’aumento nel tempo dello sfruttamento da parte dell’uomo delle risorse rinnovabili è stato sviluppato un calcolo per stimare il giorno in cui i cittadini consumano le risorse naturali a disposizione per l’intero anno con il proprio stile di vita, iniziando a chiederle in prestito al futuro. Questo giorno è l’Overshoot Day e nel 2020 a livello mondiale è stato ritardato di 3 settimane (anche a causa degli effetti della pandemia) rispetto allo scorso anno, cosa che ci fa capire che necessitiamo di strategie per posticipare questa scadenza. Alcuni esempi sono già avviati ma occorre continuare con l’impegno di tutti: governi, imprese, ricerca e ognuno di noi!

Le risorse del Pianeta sono limitate, e talvolta esauribili così come la sua resilienza agli impatti antropici. Aumento della popolazione e conseguente aumento dei consumi e della produzione di rifiuti su scala globale, pongono la questione dello sfruttamento delle risorse al centro del dibattito scientifico sullo sviluppo sostenibile, un dibattito lungo, che gli studiosi dello sviluppo avevano iniziato già molto tempo fa, fino al celebre trattato del club di Roma sui limiti dello sviluppo (limit growth, 1970) (link) che oltre a suonare un campanello d’allarme introduce il concetto di innovazione sociale, ma parliamo prima di quanto la terra fa per noi.

La domanda di risorse da parte dell’uomo, cioè quello di cui ha bisogno per vivere (compreso lo smaltimento dei rifiuti prodotti) è misurata dall’impronta ecologica. Per capire il concetto dell’aumento dello sfruttamento da parte dell’uomo delle risorse rinnovabili è stato sviluppato un calcolo che definisce il giorno in cui con il proprio stile di vita i cittadini e le cittadine consumano le risorse naturali a disposizione per l’intero anno, iniziando a chiederle in prestito al futuro. 

Questo giorno è l’Overshoot Day (giorno di sovrasfruttamento delle risorse, appunto, www.overshootday.org): da quel momento e fino alla fine dell’anno vivremo consumando risorse che la Terra non è in grado di rigenerare in quell’anno, di fatto sottraendole al futuro.

L’Overshoot Day è calcolato dal Global Footprint Network (link), un’organizzazione internazionale no-profit che sviluppa strumenti per promuovere la sostenibilità ambientale che sostiene “La sostenibilità richiede che sia l’equilibrio ecologico che il benessere delle persone siano garantiti a lungo termine, quindi l’improvvisa contrazione dell’Impronta ecologica di quest’anno non può essere confusa con un vero progresso” (Laurel Hanscom, CEO del Global Footprint Network).

Se tutte le persone in tutto il mondo condividessero lo stile di vita dell’Unione Europea, avremmo già sfruttato tutta la capacità che gli ecosistemi hanno di rinnovarsi durante l’anno in corso già a maggio. Ciò significa che, a questi ritmi, sarebbero necessarie 2,8 Terre per sostenere la domanda di risorse naturali richieste dal livello del consumo medio annuale del cittadino europeo. Infatti, l’impronta ecologica pro capite – cioè l’ammontare di risorse naturali terrestri e marine consumate da ognuno/a di noi – dell’Unione Europea è la più alta del pianeta insieme a quella degli Stati Uniti pari a 5 pianeti, mentre a livello mondiale si stima che il fabbisogno sia di 1,7 pianeti (vedi immagine sottostante).

Per dirla in altro modo, con lo stile di vita europeo, la terra impiega 1 anno e 8 mesi per rigenerare le risorse consumate dai cittadini europei in 1 anno, un po’ come se a causa nostra, il pianeta “non arriva a fine mese”.

Fonte: https://www.overshootday.org/portfolio/pledge-3-i-dive-into-data/

È interessante notare, nell’immagine riportata a seguire, come le date dell’Overshoot Day delle diverse Nazioni siano distribuite lungo l’arco dell’anno mostrando Paesi più virtuosi. Si evidenziano nella seguente tabella le date per Italia, Europa e intero mondo:


20192020
Mondo29 luglio22 agosto
Europa10 maggio10 maggio
Italia15 maggio14 maggio

Quest’anno l’Overshoot Day mondiale è il 22 agosto, spostato in avanti rispetto allo scorso anno, ma ancora lontano dal 31 dicembre. Ha sicuramente inciso la pandemia di CoViD-19 su questo spostamento, ma non dovrebbe servire una pandemia per allentare il sovrasfruttamento delle risorse del pianeta. 

Cosa possiamo fare per posticipare questa scadenza?

Ognuno di noi può fare qualcosa per rallentare questo andamento e occorrono strategie che aumentino la resilienza di tutti.  

Esiste, per esempio, una regola, quella delle 4R:

RIUSA, RIDUCI, RIPARA, RICICLA

Si basa sul concetto di evitare il maggior numero possibile di sprechi, utilizzare più volte uno stesso oggetto fino a che può essere utile, gettare via ciò che è infine inutilizzabile differenziando i vari materiali che lo compongono.

Molte persone pensano di non poter incidere sulla questione dello sviluppo sostenibile e del giorno di fine risorse (overshoot), NON è così! 

Ciascuno di noi può incidere in maniera determinante sulla situazione, sia con gli effetti diretti della propria azione che con l’effetto traino che possiamo ottenere dando il buon esempio: 

  • Una busta di stoffa anziché una di plastica?
  • Una borraccia al posto di una bottiglietta di plastica?
  • Prodotti sfusi o confezionati?
  • Spostarsi in auto solo in caso di vera necessità (magari per tragitti superiori al kilometro?)

Questi sono solo alcuni suggerimenti, così come abbiamo imparato dalle mascherine riutilizzabili, lavabili, acquistate nel corso del lockdown, o utilizzare le borracce molto in voga nei primi mesi dell’anno tanto da avviare un merchandising anche nelle università Italiane.

“Mettere il concetto di rigenerazione delle risorse da parte del pianeta al centro dei nostri sforzi di ricostruzione e recupero, può aiutare a correggere sia gli squilibri nella società umana che nel nostro rapporto con il pianeta”. https://www.iconaclima.it/approfondimenti/overshoot-day-2020-covid/#:~:text=L’Overshoot%20Day%202020%20sar%C3%A0,crisi%20economica%20dovuta%20ai%20lockdown&text=Nel%202020%20l’Overshoot%20Day,in%20controtendenza%20rispetto%20al%20passato.

Lo sfruttamento eccessivo delle risorse rinnovabili implica un’emergenza che porta con sé rischi ambientali, economici e sociali.

Tra le soluzioni possibili vi sono nuovi modelli economici come ad esempio l’economia circolare e necessaria per ridurre gli impatti delle attività umane ma anche per favorire equità, stabilità.

L’economia circolare punta a:

  • conservare il più a lungo possibile il valore degli oggetti e dei materiali riducendo gli sprechi (in termini di scarti e rifiuti) sono notevolmente ridotti o addirittura eliminati in tutte le fasi del ciclo di vita
  • propone un approccio sistemico e cooperativo tra tutti i soggetti attivi nelle filiere, dal produttore fino al consumatore, e nel territorio (azioni di transizione a città circolari basate sul coinvolgimento attivo dei cittadini e rigenerazione urbana). 

L’economia circolare è un modello sostenuto a livello globale e, in Europa, la Commissione europea ha adottato un nuovo piano d’azione per l’economia circolare (https://ec.europa.eu/italy/news/20200311_CE_lancia_un_nuovo_piano_d_azione_per_economia_circolare_it) come uno dei principali elementi del Green Deal europeo, il nuovo programma per la crescita sostenibile in Europa. Con misure che riguardano l’intero ciclo di vita dei prodotti, il nuovo piano mira a rendere la nostra economia più adatta a un futuro verde, a rafforzarne la competitività proteggendo l’ambiente e a sancire nuovi diritti per i consumatori.

Come dicevamo nelle prime righe il concetto di sviluppo e di limite a questo sviluppo è un tema non nuovo a economisti e studiosi delle scienze sociali (metti link a Ricardo, Malthus (link)).

 Oggi assistiamo a un proliferare di soluzioni innovative che mettono al centro della loro attività concetti come:

  • La riduzione degli scarti (imballaggi riciclabili o talvolta assenti) nonché scarti alimentari
  • La condivisione delle risorse (economiche, ambientali, beni immobili)
  • La rigenerazione di capitali a vantaggio della collettività (progetti di rigenerazione urbana).

Un caso molto interessante è costituito dagli ormai ben noti “repair café”: luoghi in cui cittadini si riuniscono (o meglio si riunivano prima delle disposizioni anti covid19) per riparare appunto i propri oggetti, combattendo non solo l’obsolescenza dei prodotti, ma anche il problema dello smaltimento dei rifiuti particolari come i RAEE (link).

In questo ambito (contrasto alla produzione di RAEE, riduzione degli sprechi) si colloca una nota cooperativa romana (link) che grazie all’attività dei soci rigenera materiali informatici obsoleti per le aziende rimettendoli nel circuito economico, generando lavoro e riducendo l’impatto ambientale delle aziende con cui coopera.

Altri esempi sono forniti da servizi di consegna a domicilio ad impatto 0 (link) ambientale ed economico e sociale positivo, facendo leva su imballaggi minimi e riciclabili al 100%, consegnando solo su scala locale e con mobilità ad impatto 0 (biciclette o a piedi), il tutto con un’attenzione a chi consegna.

Ultimo tra i tanti esempi possibili riguarda la riduzione degli sprechi alimentari attraverso creazione di applicazioni nate per l’acquisto, a prezzi ridotti, di prodotti alimentari a breve scadenza (iniziativa Too Good to go) link: https://toogoodtogo.it/it?utm_term=app%20toogoodtogo&utm_campaign=IT_MARKETING_Search_Google_B2CBrand&utm_source=Google&utm_medium=Search&hsa_acc=1250830399&hsa_cam=10341153352&hsa_grp=104510906578&hsa_ad=443472446053&hsa_src=g&hsa_tgt=kwd-820537198496&hsa_kw=app%20toogoodtogo&hsa_mt=b&hsa_net=adwords&hsa_ver=3&gclid=Cj0KCQjwhIP6BRCMARIsALu9LfkkbJXuHJkAXQqHbSWkJxYkPwKbszawSYwMXTNdN5dDM3PG1sNfG7gaAu6eEALw_wcB)

Il nostro pianeta è un sistema chiuso, quindi è essenziale prendersene cura, essendo noi parte di coloro che, giornalmente, per vivere, hanno bisogno di risorse. 

Preservare il pianeta spingendo sempre più lontano l’Overshoot Day significa preservare il futuro, nostro e dei nostri cari e tutti dobbiamo contribuire affinchè ciò avvenga: i governi grazie a regolamentazione ed incentivi, le imprese che possono essere il motore dell’economia circolare, la ricerca che deve fornire gli strumenti tecnici (innovazione, metodi di misura e valutazione), ma soprattutto ogni singolo cittadino con scelte quotidiane sostenibili!

Come recitano famosi slogan: non abbiamo un PIANeta B (in inglese rende meglio, “there’s no PLANet B”)

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