L’ostinazione dei Sindaci di Roma a volerci danneggiare

Ostinazione, solo così si può definire quella che tutti i Sindaci di Roma, da Alemanno in poi, hanno riservato al nostro territorio. Ostinazione a voler scaricare, nei nostri campi, i problemi e le incapacità della politica – di qualunque colore – di trovare una soluzione sostenibile alla gestione dei rifiuti della Capitale.

Sono anni, infatti, che lottiamo per impedire si usino i terreni a ridosso della nostra città, precisamente nell’area tra il quartiere Campo Marinaro (Anguillara) e Osteria Nuova (XV Municipio di Roma), per realizzare un impianto di trattamento dei rifiuti organici a servizio di Roma.

Siamo tutt’ora in attesa che, il TAR Lazio, si pronunci sul ricorso che abbiamo presentato, insieme ad altre quattro associazioni del territorio, proprio per scongiurare che suddetto impianto si realizzi. Ci opponemmo al progetto targato M5S, che prevedeva la realizzazione di un impianto di Compostaggio, ci stiamo opponendo e ci opporremo all’impianto di bio-digestione anaerobica, che Gualtieri e la sua Giunta, hanno dichiarato di voler realizzare.

Non siamo contrari alla realizzazione di impiantistica per il trattamento dei rifiuti, piuttosto siamo consapevoli dell’enorme ritardo in tal senso, ma la conoscenza del tema e l’avanzare del tempo (che cambia lo scenario e produce alternative), ci consente di saper distinguere tra scelte condivise, ecosostenibili e lungimiranti e decisioni imposte, impattanti e miopi, come di fatto è la realizzazione dell’impianto proposto dalla Giunta Gualtieri che non tiene in considerazione dei molteplici fattori, tra cui:

  • eccessiva dimensione (si parla di circa 100.000 tonnellate/anno, quindi in grado di servire potenzialmente circa 1.3 milioni di abitanti);
  • posizione decentrata rispetto al bacino di utenza (l’area si trova al confine nord della Città) che obbliga i mezzi compattatori a lunghi percorsi;
  • assenza di vie di comunicazione, le “uniche” strade di accesso all’area percorribili sono Via di Baccanello e Via Braccianese – ricordiamo che il Dipartimento di mobilità del Comune di Roma ha negato il transito dei mezzi compattatori sulla strada che corre lungo l’Arrone e che da Osteria Nuova porta all’Aurelia;
  • criticità ambientali, tra queste l’adiacenza al fiume Arrone, che è già utilizzato per lo smaltimento delle acque di risulta del depuratore del Cobis, posto a poche centinaia di metri dalla zona dove dovrebbe sorgere l’impianto (il fiume Arrone serve, a valle, i terreni delle coltivazioni agricole in prossimità del mare);
  • compresenza di un elevato numero di altri servizi (deposito rifiuti radioattivi presso Enea Casaccia gestito dalla Sogin, depuratore Cobis e i numerosi mezzi che sversano liquami nello stesso, cave di basalto e i numerosi mezzi che vanno e vengono dalle stesse, il centro ricerche Enea Casaccia con il suo reattore nucleare per la ricerca, le antenne della Radio Vaticana, Cupinoro a circa 15 km).

I nostri territori, quelli a ridosso del lago e nelle sue vicinanze, da molti anni hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta, pagando anche un prezzo elevato per il suo avvio a regime e trasportando la propria frazione organica altamente selezionata (non come sarebbe quella proveniente da una grande città che non opera la raccolta porta a porta) in impianti spesso assai lontani. Una politica di gestione attenta e razionale dei rifiuti che non ripeta l’errore di “trovare una soluzione immediata scaricando altrove il problema” lavorerebbe per rendere tutti i comuni a ridosso del lago indipendenti in tal senso e non sacrificati a continuare in una gestione onerosissima della propria frazione organica per poter consentire a Roma di avere una via di uscita dall’impasse in cui versa.

Perché è questa la condanna che abbiamo davanti.

Rappresentazione dell’eccessiva vicinanza con i vari agglomerati urbani

Fortunatamente, ci sono comuni guidati da Sindaci molto sensibili alla tutela ambientale che siamo certi lotteranno per impedire che questo rischio diventi realtà. Il lago stesso è una delicatissima risorsa da proteggere che ha – nel tempo – trasformato la vocazione di questi territori che sono noti per essere luoghi dov’è possibile fare turismo sostenibile.

Turismo sostenibile, questa la vocazione della nostra zona

Non si possono non tenere in considerazione queste ragioni. Non è il tempo per imporre impianti di grandi dimensioni in posizione decentrata scaricando altrove i problemi, su aree così delicate e in un punto che presenta le numerose criticità più volte evidenziate.

La nostra zona rischia di essere irrimediabilmente danneggiata: che il motivo sia l’essere poco determinante, per Roma, a livello elettorale?

Francamente non siamo in grado di individuare altre ragioni che giustifichino tanta ostinazione.

Un pensiero riguardo “L’ostinazione dei Sindaci di Roma a volerci danneggiare

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