Anguillara, Biadaro: gestione della potabilità, quali garanzie?

Invitiamo spesso i cittadini a consultare l’Albo Pretorio OnLine, uno strumento utilissimo ed accessibile a tutti che consente – oggi – di effettuare quel controllo generalizzato che ha originato recenti modifiche alle norme sull’accesso agli atti della PA. Una garanzia per tutti.

Proprio consultando l’Albo Pretorio del Comune di Anguillara, ci siamo imbattuti in una serie di atti che ci hanno generato seri dubbi sulla modalità e la trasparenza con cui l’Ente, preposto alla distribuzione dell’acqua potabile nonché alla tutela della salute, assicura il rispetto del DLgs 31/2001 (“Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualita’ delle acque destinate al consumo umano”).

Dubbi che di seguito si riportano affinché chi ha la responsabilità della salute dei cittadini fornisca i dovuti e necessari chiarimenti.

Con DD n. 1621 del 30.12.2017 (LINK), è stata affidata la “Manutenzione ordinaria dell’impianto di trattamento acqua e potabilizzazione sito in loc. Biadaro” per 2 mesi (dal 01.01.2018 al 28.02.2018) alla società Culligan Italiana SpA.

Il 31.01.2018, con DD n. 185 (“Manutenzione ordinaria dell’impianto di trattamento acqua e potabilizzazione sito in località Biadaro – Affidamento del servizio mesi di gennaio/febbraio 2018 – Revoca” – LINK), è stato, poi, revocato suddetto affidamento.

In questa ultima determina, tra le premesse che sostanziano la decisione, si legge (in bordeaux le parti riprese dagli atti del Comune):

  • Richiamata la Determinazione Dirigenziale n. 1621 del 30 dicembre 2017 con la quale si affidava il servizio di cui in oggetto;

  • Vista la nota di questo Servizio del 2 gennaio 2018 prot. n. 56 con la quale si trasmetteva la determinazione di cui sopra;
  • Considerato che alla data odierna non è pervenuta l’accettazione formale relativa al servizio di manutenzione ordinaria di cui in oggetto e richiesta con la nota del 2 gennaio 2018 prot. n. 56, bensì solo richieste di tempo per ulteriori sopralluoghi/incontri;
  • Constatato che nel mese di gennaio la manutenzione ordinaria commissionata con Determinazione n. 1621 del 30 dicembre 2017 non è avvenuta con grave danno per la salute pubblica;
  • dato atto, altresì, che i parametri previsti per Legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta affidataria;
  • dato atto che Il Comune infatti sta provvedendo in “house” alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, con riserva di maggiori danni.

Quindi, il 30.12.2017 si affida la gestione dell’impianto (che ricordiamo essere un impianto a funzionamento chimico-fisico per l’abbattimento dell’arsenico e quindi la potabilizzazione dell’acqua), il 2 gennaio 2018 si trasmette copia della determinazione alla Ditta per informarla dell’affidamento e in “data odierna”, ovvero il 31.01.2018 (30 giorni dopo!), con la suddetta ultima determina, si certifica che “non è pervenuta l’accettazione formale relativa al servizio di manutenzione ordinaria” e, conseguentemente, “nel mese di gennaio la manutenzione ordinaria commissionata con Determinazione n. 1621 del 30 dicembre 2017 non è avvenuta con grave danno per la salute pubblica” in quanto “i parametri previsti per Legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta affidataria”.

Ciò premesso, la DD 185/2018 (LINK) ci informa anche che il Comune “sta provvedendo in house alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto”.

30 giorni per “accorgersi” che l’impianto del Biadaro non veniva manutenuto tant’è, come riporta la suddetta DD 185/2018, che questo ha causato il superamento dei parametri di Arsenico.

Per chi legge, ricordiamo che all’acquedotto del Biadaro sono collegate le scuole di Via Maria Felice (elementari e materne) e di via della Mainella (liceo), il centro della ASL, i quartieri della Residenza Claudia, Stazione, Campo Marinaro, Biadaro, Loc. Grazioli, Due Pini, numerose attività commerciali tra cui 3 tra i più grandi supermercati della città, etc.

Passano altre 2 settimane e il 16.02.2018, con DD n. 240 (“Fornitura di materiale mc 20,00 “idrossido di ferro” da destinare ai filtri dell’impianto di potabilizzazione di Biadaro” – LINK), viene assunto l’impegno della somma di circa 40 mila euro per procedere all’acquisto del letto di idrossido di ferro, composto principale che garantisce la filtrazione per adsorbimento dell’Arsenico (nota di dettaglio: gli impianti della Zilio, acquistati nel 2013, hanno la particolarità di utilizzare un letto filtrante – che è sempre idrossido di ferro – denominato Andel Polary TH08, un materiale adsorbente specifico per l’arsenico, ottenuto tramite un procedimento brevettato, che ha la caratteristica di essere rigenerabile e, perciò, meno impattante per l’ambiente quando è saturo).

Anche in quest’ultima determina si possono leggere delle informazioni che destano dei dubbi, di seguito riportate:

  • il trattamento per acqua sito in località “Biadaro” presenta un forte deterioramento delle masse filtranti, le quali non sono più in grado di compiere il loro lavoro generando così un mancato filtraggio dell’arsenico con conseguente peggioramento della qualità dell’acqua inviata in rete nonché il possibile e probabile superamento dei parametri di Legge
  • si evidenzia quindi la necessità di effettuare una manutenzione straordinaria dell’impianto consistente nella sostituzione di parte del materiale di “idrossido di ferro” al fine di continuare a mantenere l’elemento arsenico nei parametri di legge relativi la distribuzione ed erogazione dell’acqua potabile alla cittadinanza.

Riassumendo sin qui, parrebbe, quindi, che:

  1. L’impianto di trattamento acqua potabile del Biadaro non è coperto da manutenzione specializzata sin dal 31.12.2017;
  2. La manutenzione, attualmente, è operata “in-house” dal Comune;
  3. Il 16 febbraio u.s. è stato data disposizione per procedere alla fornitura dell’idrossido di ferro necessario alla sostituzione del letto filtrante.

Veniamo alle prime domande.

  1. Il Comune, con quale professionalità assicura la corretta conduzione dell’impianto del Biadaro?
  2. L’idrossido di ferro acquistato tramite MePa, assicura le stesse prestazioni dell’idrossido di ferro denominato Andel Polary TH08?
  3. La sostituzione del letto filtrante, da chi sarà eseguita?
  4. Quali sono attualmente i parametri chimico-fisici dell’acqua distribuita dall’acquedotto del Biadaro visto che, stando alle premesse contenute negli atti ufficiali, “i parametri previsti per Legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta affidataria”?
  5. Qualora ciò fosse confermato, da quanto tempo “i parametri previsti per Legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta affidataria”?
  6. Se tale superamento fosse avvenuto prima della “revoca” dell’affidamento avvenuto con DD n. 185 del 31.01.2018, è stata avviata una azione legale contro la ditta aggiudicataria e a tutela dell’Ente ma soprattutto per giustizia verso i cittadini che pagano regolarmente le fatture del servizio idrico?

Ma non è finita qui, perché oltre al danno parrebbe seguire anche la beffa.

Il 19.02.2018, viene emessa una ulteriore DD la n. 257 (“D.D. n. 185 del 31 gennaio 2018, manutenzione ordinaria dell’impianto di trattamento acqua e potabilizzazione sito in località Biadaro. Modificazione a rettifica” – LINK) che riporta al suo interno:

  • dato atto che la mancata accettazione effettivamente non ha acceso alcun obbligo in capo alla società “Culligan” in quanto, a tutti gli effetti, non c’è alcun rapporto contrattuale, per questi motivi quanto riportato nelle seguenti frasi non è in alcun modo additabile alla “culligan” stessa, pertanto si ritiene di dover cassare dalla suddetta determinazione n. 185/2018 le seguenti diciture in premessa della stessa esplicitate:
    • Bensì solo richieste di tempo per ulteriori sopralluoghi / incontri;
    • Constatato che nel mese di gennaio la manutenzione ordinaria commissionata con Determinazione n. 1621 del 30 dicembre 2017 non è avvenuta con grave danno per la salute pubblica;
    • dato atto, altresì, che i parametri previsti per Legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta affidataria;
    • dato atto che Il Comune infatti sta provvedendo in “house” alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, con riserva di maggiori danni.

Dopo 19 giorni, quindi, si smontano tutte le “premesse” che hanno sostanziato la revoca dell’affidamento alla Culligan di cui alla DD n. 185 del 31.01.2018 (LINK).

Nascono, quindi, ulteriori inquietanti dubbi.

Perché “non è in alcun modo additabile alla culligan” la responsabilità di quanto accaduto che invece inizialmente si era alla stessa imputato?

Le ipotetiche “richieste di tempo per ulteriori sopralluoghi / incontri” addotte a motivazione di revoca del 31.01.2018 che farebbero pensare ad una scarsa serietà della società aggiudicatrice (che insieme alla Zilio è delle due aziende più importanti del settore), sono quindi false?

Se così è, vista la DD n. 257/2018 (LINK), di chi sono le responsabilità?

Abbiamo, infine, cercato informazioni sul sito del Comune (vedi screenshot del sito – LINK) che consentissero almeno di avere ragguagli in merito ai controlli dell’acqua erogata dall’acquedotto del Biadaro, analisi interne (da parte del gestore) o della ASL/Arpa Lazio: nulla! Le ultime analisi disponibili per l’acquedotto del Biadaro risalgono al maggio/giugno dello scorso anno (vedi screenshot del sito – LINK).

Ci chiediamo quale sia la qualità dell’acqua erogata dal Biadaro dal primo di gennaio ad oggi?

Perché negli atti del Comune sopra riportati si fa riferimento a valori di arsenico fuori dei limiti previsti dal DLgs 31/2001 e non si trovano analisi che dimostrino il contrario?

Se il Comune, nei suoi atti, scrive che l’acqua non è potabile, perché non ha emesso la conseguente Ordinanza di non potabilità?

La ASL di riferimento, è informata di questi fatti?

Ciò che abbiamo documentato e le affermazioni contenute negli atti ufficiali del Comune sopra riportati, gettano un’ombra sulla gestione del servizio idrico comunale che appare, quindi, poco trasparente.

Esprimiamo, per questo, grande preoccupazione e poniamo i quesiti contenuto in questo documento alla Sindaca in qualità di unica responsabile della salute dei cittadini, sperando che trovi il tempo di fornire ragguagli e chiarire i fatti.

Se otterremo risposta, la renderemo pubblica.

Associazione Progetto Comune

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